PIAGGIO VESPA 50 N

 
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Restaurata

Documenti originali

Anno 1967

Telaio V5A1T

Motore V5A1M

Un pò di storia....

Nel 1959, l’introduzione del Nuovo Codice della Strada provoca un palese sconvolgimento del mercato delle due ruote nel nostro Paese: la possibilità di condurre un ciclomotore senza l’obbligo di targa né di patente ed a soli quattordici anni, si traduce in un fortissimo incremento della motorizzazione fra i più giovani centauri.
La prima Vespa (definita in gergo "vespina") 50 cc "N", ovvero Normale, nasce a Pontedera e viene esposta il 6 Ottobre del 1963 in occasione del Salone del Motociclo di Milano, affiancata dalla sorella maggiore di 90 cc ed è considerata storicamente l’ultimo progetto del valente suo ideatore, l’Ingegner Corradino D’Ascanio che, fino al 1965, lavora ancora per la Piaggio come consulente.
La Vespa 50 cc, se da un lato e nella maggior parte dei casi rappresenta il graditissimo premio donato dai genitori benestanti al loro figlio quattordicenne, magari in occasione della sua promozione scolastica, resta, dall’altro, la soluzione alla mobilità per chi non ha la patente o non può ancora permettersi un veicolo a due ruote targato o addirittura un’automobile.

Il piccolo scooter riscuote da subito un grande successo, tanto da essere vendute 5.960 unità solo nel 1963 al prezzo di 98.500 lire che, nel 1964, arriveranno a 54.385. Nel 1964 la Piaggio inizia comunque a pensare ai modi per migliorare la bella "vespina" e, come primo step, realizza una "sella lunga" che piace notevolmente di più, anche se non è permesso portare un secondo passeggero, essendo tutti i 50 cc omologati per il solo guidatore. Al verdino tenue della primissima versione si affiancano, a partire dalla primavera del 1964, altri due colori: il grigio "ametista" ed il rosso brillante pastello (codice Max Meyer 1.298.5847). Ultima modifica estetica è rappresentata dalla scritta "Vespa 50" sulla parte destra superiore dello scudo, che ora è di color argento.
Nel 1965 il piccolo scooter subisce altre modifiche, tra le quali l’ampiamento dello sportello d’accesso al motore: il carter di protezione assume infatti una forma leggermente più allungata.

L’anno successivo, alla versione "N" si affianca la "L" (Lusso), caratterizzata: dalla vernice metallizzata (azzurro, codice Max Meyer 1.268.7114, impiegato sui primi 30.932 esemplari prodotti), dal profilo in alluminio anticorodal allo scudo, dalla crestina sul parafango anteriore, dal gancio appendi-borse, dalla ghiera del faro in acciaio inox, da nuovi listelli in alluminio e puntalini sulla pedana. Le vendite procedono a gonfie vele e la "vespina" piace sempre di più.

 

 


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18/04/2017

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