CITROEN VISA SPECIAL E CLUB

   
CITROEN VISA SPECIAL E CLUBCITROEN VISA SPECIAL E CLUB

Conservata

Anno 1984

Un pò di storia....

Quello del titolo fu lo slogan scelto nel marzo del 1979 per il lancio in Italia della Citroën VISA, la vettura che “si integra naturalmente tra bassa gamma e quella delle GS”, andando così a completare l'offerta di Citroën per il cliente europeo.

Nettamente più “convenzionale” rispetto alle AMI8 che andava a sostituire (a loro volta derivate dall'AMI6 del 1961), la VISA aveva un aspetto decisamente moderno senza rinunciare a scelte stilistiche tipicamente Citroën, come le ruote posteriori parzialmente carenate, l'ampia finestratura con parabrezza panoramico ed un inedito scudo paraurti anteriore realizzato in plastica, che incorporava anche la calandra.

Quattro porte, altrettanti posti (che diventavano cinque nella versione più potente) ed un comodo portellone che consentiva, ribaltati i sedili posteriori, di caricare quasi 700 dm3 di ingombranti bagagli.

Il posto di guida, disegnato dal geniale Michel Harmand - autore delle plance di bordo di SM, GS, CX, GSA e BX - presentava per la prima volta il “satellite”, ovvero un comando multifunzionale posto alla sinistra del posto di guida e che consentiva al conducente di azionare i principali dispositivi (frecce, fari e tergi) senza staccare le mani dal volante che ovviamente era monorazza. Un secondo “satellite” a destra del volante conteneva i comandi del riscaldamento, mentre i pulsanti secondari erano raggruppati tra gli strumenti ed il volante.

La plancia, imbottita e decorata con un motivo a nido d'ape, era decisamente “space-age” e la pubblicità ne fece immediatamente tesoro, mostrando la VISA come un'astronave a cinque porte.

Le novità non finivano qui, ma proseguivano sotto al cofano motore, dove le tre versioni di lancio offrivano due diversi propulsori: per VISA Club e VISA Spécial, era previsto un inedito motore bicilindrico, ispirato nella sua architettura generale a quello della storica 2CV/Dyane/AMI8, ma decisamente rinnovato nelle tecnologie e nei materiali.

Più silenzioso, potente e generoso quanto a coppia e facilità di ripresa, era dotato di un albero motore su tre supporti di banco (contro i due delle versioni precedenti) e di una innovativa centralina di accensione elettronica. La cilindrata leggermente superiore (652cc in luogo dei precedenti 602) consentiva una potenza massima di 36 cavalli a 5500 giri/minuto, sufficienti per far filare la VISA a quasi 130km/h.

La versione VISA Super, invece, proponeva il motore a 4 cilindri da 1124cc per 44 cavalli, derivato da quello della Peugeot 104.

 

Citroën VISA: colore e stupore

Le tinte scelte per il lancio erano decisamente seventies: le auto delle foto stampa erano giallo intenso (jaune mimosa) per la VISA Spécial, verde mela (vert reinette) per la VISA Club e marrone (brun vesuve) per la VISA Super. Anche gli abbinamenti non passavano inosservati: sgargianti pois per le VISA Club e Spécial e pied de poule per la Super! Pannelli porta, plancia e rivestimento del tetto erano intonati a carrozzeria e sedili.

Gli inizi furono un po' difficili per un'auto così innovativa, così un anno e mezzo dopo Georges Falconnet, all'epoca direttore di Citroën, chiese al carrozziere Heuliez di rivedere certe soluzioni forse un po' ardite, come lo scudo paraurti anteriore. Nacque così la VISA II, rivista negli elementi plastici esterni e con una verniciatura che ne esaltava le finestrature.

A questo punto, i clienti non si fecero desiderare e nel giro di pochi mesi le vendite raddoppiarono e la VISA divenne un vero best-seller.


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18/04/2017

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